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mercoledì 12 agosto 2015

Fumare Cannabis non fa male

Lo rivela l'università di Pittsburgh, il cui studio è stato pubblicato su Psychology of addictive behaviors, dopo aver studiato le abitudini di un gruppo di 400 ragazzi dai 16 e i 36 anni.


L'affermazione è: fumare cannabis durante l'età adolescenziale non è nocivo per il fisico.

cannabis, marijuana, weed, canapaI ricercatori hanno studiato i comportamenti di circa 400 ragazzi dall'età di 16 a quella di 36 anni, e hanno affermato che il consumo della canapa non è correlato a malattie come tumore ai polmoni, asma o depressione.

20 anni di intenso lavoro, in cui Sono stati monitorati comportamenti e le condizioni di salute di 408 ragazzi maschi scelti in modo casuale. La finalità era verificare se consumando cannabis si fosse più esposti a sviluppare malattie di vario genere. 



LA RIVELAZIONE: "Quello che abbiamo trovato è sorprendente - spiega  Jordan Bechtold, psicologo e ricercatore al Medical center dell'ateneo di Pittsburgh - . Non ci sono differenze nelle condizioni fisiche o mentali fra persone che hanno fumato cannabis da teen ager e quelle che non lo hanno fatto".



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Il tema è delicato, molti stati nel mondo, come molti degli Stati Uniti, hanno legalizzato la coltivazione e l'uso ricreativo della Cannabis, e di conseguenza, hanno incrementato i livelli di ricerca sugli effetti benefici e non.



Molti stati si avvicinano alle nuove frontiere socio - economiche, che si rivelerebbero a seguito di una eventuale comunione tra stato e Cannabis: il fatturato lordo aumenterebbe in modo soddisfacente, viste le alte percentuali di consumatori di cannabis in ogni stato europeo.

"Con il nostro studio vogliamo contribuire al dibattito sulla legalizzazione della marijuana. E' un argomento delicato e un solo studio non può dare risposte", ha concluso il dottor   Bechtold.

giovedì 24 luglio 2014

Dimagrire mangiando: cosa dice la scienza


Dimagrire mangiando: cosa dice la scienza


Ci sono cibi e aromi che ci saziano prima o velocizzano il nostro metabolismo. Sceglierli durante una dieta è essenziale.

Certo, quel che mangiamo è fondamentale per gestire una dieta, ma sembra che il condimento abbia un ruolo particolarmente importante. Ci sono aromi che, aggiunti ai nostri piatti, li rendono più gratificanti e accelerano il senso di sazietà, portandoci a mangiare meno. 
mangiare, dimagrire, ostrica, salute, dieta, sazietàL’ultimo studio a riguardo è stato pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e riguarda l’umami, il quinto gusto molto usato nella cucina giapponese e cinese sotto forma di glutammato monosodico, e naturalmente presente in molti cibi (dalla carne al pomodoro al parmigiano). I ricercatori hanno offerto la stessa colazione a un gruppo di volontari, ma solo una parte di loro aveva l’aggiunta di umami. Questi ultimi hanno mangiato meno, perché – hanno detto ai ricercatori – si sentivano soddisfatti e già “pieni”.

Era già noto che anche pepe e peperoncino aiutano a mangiare meno, anche se è ancora poco chiaro il modo in cui un condimento aggiunto al piatto possa modificare il livello di appetito. Quello che la ricerca ha notato è che l’effetto del piccante si massimizza se non si è abituati: e non perché, come si potrebbe pensare, il piatto piace meno, ma proprio perché il peperoncino è in grado di attivare il metabolismo e far bruciare più energia al corpo, ma l’effetto diminuisce mano a mano che ci si abitua al gusto. 
Per gli amanti delle pillole, lo studio ha anche notato che ingerire il peperoncino attraverso integratori non ha lo stesso effetto, suggerendo quindi nuovamente che la chiave del successo starebbe proprio nel meccanismo che quel particolare aroma attiva nel nostro cervello.
pancia piatta, dieta, dimagrire, magra, bel fisicoAltri sapori che è bene usare se siamo a dieta sono il prezzemolo, l’aneto, e il tanto celebrato zenzero.
Tra i veri e propri piatti adatti a togliere qualche chilo di troppo non potevano mancare le verdure, ma l’effetto si massimizza se sono schiacciate sotto forma di purè: in questo caso le verdure diventano un vero e proprio soppressore dell’appetito. Lo ha stabilito uno studio di qualche anno fa, e i motivi questa volta sono evidenti: se mettiamo più verdure sminuzzate, e dunque “nascoste” nei nostri piatti (ad esempio, nelle torte salate), anche senza variare il contenuto di grassi, ne mangeremo meno – a parità di gusto – perché le verdure ci faranno sentire sazi prima.
- Da wired.it